Hai ricevuto un risultato positivo al Pap test o HPV test? Qui trovi le risposte alle domande più comuni, con la possibilità di un consulto scritto dedicato al tuo caso entro 24 ore.
Scrivi alla ginecologa oraIl Papilloma Virus Umano (HPV) è l'infezione sessualmente trasmessa più diffusa al mondo: si stima che circa l'80% delle persone sessualmente attive lo incontri almeno una volta nella vita. Esistono oltre 200 tipi di HPV, di cui una quarantina infettano l'area genitale. Alcuni ceppi sono definiti "a basso rischio" (causano condilomi ma raramente lesioni gravi), altri "ad alto rischio" (come i tipi 16 e 18, i più frequentemente associati a displasie cervicali).
Nella grande maggioranza dei casi, soprattutto nelle donne sotto i 30-35 anni, il sistema immunitario elimina spontaneamente il virus entro 12-24 mesi, senza lasciare conseguenze. Un test HPV positivo non significa una malattia in corso: significa che il virus è presente, e che serve monitorarlo nel tempo insieme al Pap test per vedere se ha causato alterazioni cellulari.
ASC-US: alterazioni cellulari di significato indeterminato, spesso da ripetere dopo qualche mese
CIN1: displasia lieve (alterazione delle cellule di grado basso), spesso regredisce da sola con la sorveglianza
CIN2/CIN3: displasia moderata-severa (alterazione più marcata delle cellule), generalmente richiede trattamento (conizzazione)
Dopo una prima positività, il percorso standard prevede generalmente: ripetizione di Pap test e HPV test a distanza di 6-12 mesi, eventuale colposcopia (un esame che ingrandisce la visione del collo dell'utero) se il Pap test mostra alterazioni, e biopsia mirata se la colposcopia rileva aree sospette. La frequenza dei controlli va sempre personalizzata in base al ceppo virale, all'età e alla storia clinica.
Anche chi ha già contratto un ceppo di HPV può beneficiare della vaccinazione, perché protegge dai ceppi ad alto rischio a cui non si è ancora stati esposti. Il vaccino non ha però effetto terapeutico su un'infezione già in corso: previene, non cura.